Il
primo periodo di lavoro (Febbraio-Giugno 2004) è stato
caratterizzato da una grandissima quantità d’incontri
con pescatori, cooperative di pescatori, sindacalisti e associazioni
di pesca. Inoltre, sono stati realizzati incontri sia con i sindaci
della zona che con assessori e funzionari comunali impegnati
sul fronte della pesca e con gli uffici tecnici.
Tra gli attori più importanti della incontrati:
- Il sig. Furnari, gestore del mercato ittico di Furnari;
- Il dott. Chiofalo, vicesindaco di Furnari;
- Il dott. Filippo Carini, sindaco del Comune di Oliveri e l’assessore
alla pesca;
- Il decano dei pescatori di Oliveri, sig. Girolamo Maiorana;
- Il dott. Ciliri, funzionario del Comune di Barcellona Pozzo di
Gotto dell’ufficio stampa;
- L’assessore Cutugno, del Comune di Barcellona;
- L’assessore Caliri del Comune di Falcone;
- Il sig. Enzo Cocivera CGIL-FLAI – Patti;
- Il sig. Fabrizio Colorma della FAI-CISL;
- Sig. Rosario Poratore FAI-CISL;
- I sigg. Antonio Massimino e Antonio Genovese della FLAI-CGIL;
- Il dott. Spanò, sindaco di Gioiosa Marea;
- Il sindaco Giuseppe Venuto e l’assessore Mastronardi di
Patti;
- L’assessore allo sviluppo economico di Gioiosa Marea, sig.ra
Franca Sidoti;
Nel corso degli incontri con i pescatori e gli attori istituzionali
e privati del golfo di Patti, sono stati illustrati gli obiettivi
del progetto Poseidon e, soprattutto, abbiamo ascoltato e registrato
una grande quantità di problematiche legate alla pesca e
al mare, in particolare:
- Le spadare, proibite dall’U.E. che vengono utilizzate dai
pescatori del Nord Africa;
- L’inefficacia dei controlli in mare, soprattutto contro
la pesca al novellame, che puntualmente viene praticata anche fuori
il periodo previsto dalla normativa vigente;
- L’uso improprio della legge relativa alle demolizioni:
sono state demolite anche imbarcazioni seminuove per arraffare
contributi statali;
- Il mancato incontro tra marinai e le marinerie del golfo; ci
vuole un coordinamento e un Centro di progettazione che funga da
catalizzatore, per mettere a fuoco le problematiche e le necessità del
golfo;
- La necessità di una bonifica di buona parte dei fondali,
intasati da residui di vecchie reti e da altri elementi inquinanti;
- Il grave problema dell’erosione della costa che sarebbe
necessario prevenire con una serie di interventi di ripascimento;
- La presenza a Oliveri di una quantità di imbarcazioni
abusive in un numeratale da eguagliare quelli con regolare licenza
pesca;
- Il fatto che molti figli di pescatori pur essendo iscritti come
marinai, non possono succedere direttamente ai genitori perché manca
loro la qualifica di capitano;
- Sistemi di pesca altamente dannosi, quali il tramaglio di profondità,
che vengono praticati con reti usa e getta a bassissimo costo (i
fondali ne sono pieni);
- Le problematiche relative al litorale di Barcellona, che è forse
il più esposto al fenomeno dell’erosione e che quindi,
pur essendo il Comune più popoloso del golfo, non può avere
strutture portuali (sarebbero necessari sistemi alternativi con
l’uso di opportuni argani e idonei scivoli); - LA necessità di
maggiore controllo marittimo, nei periodi ad alta presenza turistica,
per diminuire il rischio di incidenti (vedi uso irrazionale di
moto d’acqua e di motoscafi nelle adiacenze della battigia);
- Il fatto che negli ultimi decenni una enorme quantità di
fondali siano divenuti fangosi;
- I problemi della Marineria di Falcone che è una delle
più consistenti di tutta la provincia di Messina, ma le
quali imbarcazioni vengono ormeggiate per la maggior parte a Porto
Rosa (porto privato in territorio di Furnari senza alcun servizio
per la pesca);
- Il comune di Falcone che fino a trenta anni fa era un grosso
centro commerciale che viveva principalmente dei prodotti ittici
locali, freschi e trasformati ma che a causa dell’inquinamento
e della pesca sconsiderata di novellame, ha visto diminuire le
quantità di pesce azzurro(sardine, acciughe, alacce) tanto
da non giustificare più un economia specializzata (oggi,
per questa Marineria, la pesca predominante è quella del
pesce spada e del tonno, praticata con grosse imbarcazioni capaci
di arrivare sotto le coste della Campania);
- Le difficoltà sull’identità del pescato,
sulla sua qualità e sulla normalizzazione dei prezzi causate
dal fatto che la vendita del pesce, in loco, viene effettuata,
soprattutto, attraverso i commercianti (o rigattieri) e non attraverso
un mercato ittico, in quanto quest’ultimo non esiste;
- Sarebbe vitale, realizzare un braccio a mare che penetri nella
terra ferma, dove riparare le barche in caso di cattive condizioni
metereologiche; oggi il rientro dalla pesca con maltempo è sempre
pericoloso;
- Le tradizioni della pesca locale che sono a rischio di estinzione;
occorre creare incontro dei pescatori con il mondo culturale;
- La carenza di leggi che incoraggino l’impresa giovanile
di pesca;
- La pesca di novellame, considerata disastrosa da tutti i pescatori
artigianali;
- Il pescaturismo e l’ittiturismo che devono essere a integrazione
e non come alternativi alla professione del pescatore (si teme
che la Regione li voglia in alternativa);
- L’esigenza di un regolamento uguale per tutti I paesi che
si affaccino sul Mediterraneo, compresi quelli del Nord Africa
i quali, sinora, non hanno limitazioni sia sulle quantità,
sia sulle tecniche di pesca;
- La consapevolezza che in Siciliabisognerebbe aumentare , anziché diminuire,
la quantità di barche e di pescatori, visto che la nostra
regione è un’isola; bisogna, però, fare una
pesca responsabile senza danneggiare la risorsa;
- La diminuzione, Nel golfo della fauna ittica; ci sono specie
che in certe zone tendono all’estinzione;
- La problematica relativo all’inquinamento anche nei luoghi
di balneazione creato dalle vasche per l’itticoltura che,
a S. Giorgio, si trovano a ridosso della costa;
- L’inesistenza nel golfo di alcuna struttura organizzata
commercializzazione del pesce che, per questo, viene effettuata,
quasi sempre, con bancarelle;
- A San Giorgio esiste una cooperativa di pescatori che in atto
sta allocando nuove vasche per la maricoltura, ma finora nessuna
iniziativa di maricoltura ha avuto davvero successo;
- Il destino della tonnara di S. Giorgio che è destinata
a diventare sito di archeologia industriale relativa alla cultura
tradizionale del mondo della pesca.Alla fine di questa prima fase
di incontri chiarificatori, si è svolto il primo seminario
con la presentazione pubblica del progetto Poseidon al quale è seguita
una fase di programmazione con il coordinatore del progetto e con
il consulente, dalla quale, a sua volta, è scaturita la
necessità di organizzare un gruppo di lavoro permanente,
con il quale affrontare in modo organico e strutturato tutte le
problematiche emerse dagli incontri, con l’obiettivo di definire
un programma di iniziative per avanzare verso le soluzioni.
Alla luce di tutti gli incontri si è effetuata una verifica
dei soggetti locali più idonei e interessati al gruppo di
lavoro e, successivamente, nel mese di Settembre, si è realizzata
la prima riunione costitutiva. A questo scopo si è chiesto
alle istituzioni locali (Comuni e Provincia) e alle associazioni
dei pescatori e del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di
Messina, di convalidare, con delega ufficiale, la partecipazione
dei loro rappresentanti al Gruppo Operativo Permanente.
Dopo i primi tre incontri, tutte le problematiche sono state collocate
all’interno di un gruppo di temi, che sono risultati, quasi
nella totalità, coincidenti con i temi individuati negli
altri due golfi di Catania e Castellammare, come di seguito sintetizzato:
- Lo stato dei porti pescherecci;
- Lo stato di salute del mare e della fauna ittica;
- Quale possibile incontro tra pesca, maricoltura e turismo;
- Come superare la pesca illegale attraverso un patto per la pesca
sostenibile;
- Come costruire un sistema permanente di monitoraggio e gestione
integrata e sostenibile della fascia costiera del golfo.
Il gruppo ha dedicato due sedute per entrare nel merito e negli
aspetti organizzativi dei seminari tematici da organizzare uno
per ogni Comune del golfo. Nel frattempo, il CRESM, stimolato dal
dibattito dei Gruppi Operativi dei tre golfi, aveva elaborato una
bozza di protocollo d’intesa per lo sviluppo integrato e
sostenibile del golfo, che è stato dibattuto e messo a punto
in due sedute e, alla fine, sottoscritto dagli enti pubblici e
privati partecipanti al Gruppo Operativo Permanente.
Il CRESM, infine, tramite un consulente sempre presente alle riunioni
del gruppo, ha elaborato e sottoposto al gruppo stesso anche le
linee guida per un progetto di sviluppo locale integrato e sostenibile
del golfo.
Il
progetto
POSEIDON
I
Partner del Consorzio
Enti
Finanziatori
Marchio
di Qualità
CONSORZIO DI RIPOPOLAMENTO ITTICO DEL GOLFO DI PATTI (Ente di diritto
pubblico)
Sede: Via XX Settembre, 61 - 98066 Patti (Me) - tel/fax 0941 240380
- info@consitticopatti.it