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PREMESSA

Un passo dopo l’altro, il progetto Poseidon è stato un cammino progressivo verso la gestione integrata e sostenibile della fascia costiera e, particolarmente della pesca. Esso, infatti, si è impegnato a dotare il prodotto ittico dei tre golfi di un sistema di tracciatura e di un percorso di qualità che andasse dal luogo di pesca al banco di vendita. Tutte azioni fondamentali ed ineludibili per una moderna economia di pesca, ma a rischio di essere vanificate se a monte non si affrontano e si risolvono problemi strutturali altrettanto ineludibili di cui pure il progetto Poseidon si è fatto carico tramite il contributo del CRESM.
L’incontro con i pescatori e con le loro associazioni e cooperative, infatti, ha portato alla ribalta del progetto problemi vitali e strutturali, senza la soluzione dei quali l’economia della pesca e l’economia tout-court dei tre golfi avrebbe un futuro assolutamente precario. Tali problemi sono stati, nel corso di tutta la prima fase del progetto, verificati, anche in una numerosa quantità di incontri con gli amministratori e gli uffici dei Comuni e delle province aderenti ai Consorzi, oltre che con associazioni ambientaliste e rappresentanti della comunità scientifica che hanno operato nel golfo.
Ecco i problemi evidenziati che, quasi certamente, possiamo considerare, un campione valido e rappresentativo dell’intera costa siciliana:
a) La pesca costiera è economicamente debole: si pesca sempre meno, diverse specie ittiche diminuiscono ed alcune tendono addirittura a scomparire;
b) Non ci sono porti pescherecci che garantiscano la messa in sicurezza delle barche, lo sbarco del pesce a norma con servizio veterinario, mercato del pesce, infrastrutture del fresco, ghiaccio, carburante, acqua, energia elettrica, servizi cantieristici e rimessaggio, spazi di ricovero e lavorazione degli attrezzi da pesca, etc.
c) Molti tratti di mare sono fortemente inquinati a causa di scarichi fognari e industriali e, forse veleni agricoli. I comuni non sono dotati di adeguati depuratori, capaci di far fronte, non solo alla presenza demografica ordinaria, ma, soprattutto, alla grande pressione demografica estiva. Gli inquinamenti provenienti da terra sono quasi certamente la principale causa della diminuzione della risorsa ittica;
d) Vi sono conflitti e contraddizioni tra pescatori professionali che operano con piccole barche e con attrezzi e sistemi di pesca sostenibili (reti da posta, palamiti, lenze, arpione, etc.) e pescatori professionali, soprattutto provenienti da marinerie esterne ai golfi, dotati di grandi barche con grande potenza motore, che pescano sempre lungo la costa, con attrezzature di fortissimo impatto sul patrimonio ittico (cianciolo, strascico, pesca al novellame per 12 mesi l’anno, etc.) e con grave danno per la piccola pesca artigianale;
e) Vi è una sempre maggiore presenza in tutti e tre i golfi di falsa pesca sportiva che usa attrezzature professionali e commercializza abusivamente il pescato presso gli stessi clienti dei pescatori professionali. E vi sono persino dei sub che vanno a raccogliere i pesci dalle reti dei pescatori professionali, spesso danneggiandole gravemente;
f) Le autorità di controllo da un canto tengono sotto pressione i piccoli pescatori professionali, mentre lasciano indisturbati i falsi pescasportivi e i pescatori con grandi barche e grande potenza motore che vengono a pescare lungo la costa con attrezzi non consentiti e dove e quando è vietato.
g) Difficoltà normative e burocratiche per integrare l’attività di pesca con il pesca-turismo e con l’ittiturismo;
h) A causa di tutti questi travagli i giovani figli e nipoti di pescatori non vedono nella pesca un loro futuro e se ne allontanano. Così, il numero dei giovani pesatori continua a ridursi e l’intera categoria invecchia e rischia di andare verso l’estinzione, se non vengono affrontati e risolti tutti i problemi di cui sopra.
Dopo questo laborioso periodo di incontri con il mondo della pesca e con gli altri attori locali, abbiamo chiesto agli enti pubblici e ai soggetti privati (soprattutto associazioni e cooperative di pescatori) di esprimere un proprio rappresentante che partecipasse a un gruppo operativo permanente con il quale decidere:
- un programma di seminari per trattare e mettere a punto i problemi fondamentali emersi dagli incontri con gli attori locali e, ove possibile, enucleare e proporre le soluzioni;
- dibattere le linee guida proposte dal CRESM per la elaborazione di un progetto di sviluppo integrato e sostenibile del golfo;
- dibattere e sottoscrivere un protocollo d’intesa per lo sviluppo locale integrato e sostenibile del golfo.
Il gruppo operativo permanente, presieduto e assistito dal CRESM, dopo numerosi incontri, ha polarizzato la sua attenzione su cinque temi considerati strategici per il rilancio della pesca artigianale e per lo sviluppo dell’economia del golfo. Su ciascuno di questi temi è stato programmato e realizzato un seminario/convegno:
- Lo stato dei porti pescherecci, realizzato
- Quale incontro tra pesca, maricoltura e turismo, realizzato
- Verso un patto per la pesca sostenibile, realizzato
- Verso un sistema permanente di monitoraggio e gestione integrata e sostenibile
I seminari, realizzati con la partecipazione dei Comuni, della Provincia, dei pescatori e delle loro organizzazioni, hanno avuto anche preziosi contributi dalla comunità scientifica, di forze tecniche, di istituzioni regionali e qualche volta nazionali, di volta in volta competenti e interessate.
Da tutti questi seminari/convegni è scaturito, in vario modo, il travaglio economico, sociale, ambientale e istituzionale relativo ai problemi e alla gestione del mare e della pesca lungo la fascia costiera siciliana, ma, nel contempo, è maturato un insieme di proposte e coinvolgimenti appassionati di amministratori locali e regionali, di ricercatori, di ambientalisti e, soprattutto, dei pescatori e delle loro organizzazioni, tutti interessati ad avanzare verso un sistema permanente di monitoraggio e gestione integrata e sostenibile della fascia costiera. In questo sistema il Consorzo per lo sviluppo del patrimonio ittico è stato identificato come soggetto fulcro capace di catalizzare la massima partecipazione degli attori locali e dei cittadini e di promuovere e sostenere la partecipazione e la cooperazione tra mondo della pesca, comunità scientifica e istituzioni locali. Per tutte queste ragioni il CRESM ha raccolto, curato e pubblicato gli atti di ciascuno dei seminari/convegni, mettendo a disposizione di tutti gli interessati, un prezioso contributo ricchissimo di punti di vista e voci differenti, a volte contraddittorie, ma, comunque, sempre convergenti verso un sistema permanente di monitoraggio e gestione integrata e sostenibile della fascia costiera.
Grazie al progetto Poseidon si è avviato un processo di incontro, cooperazione e coesione di molteplici attori istituzionali e privati. Innanzitutto, è a loro che offriamo la preziosa letteratura, scaturita dai seminari convegni realizzati.

 

Il progetto
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