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SVILUPPI ISTITUZIONALI - CONSORZIO ITTICO DI RIPOPOLAMENTO GOLFO DI PATTI
SVILUPPI ISTITUZIONALI

 
 
PROTOCOLLO D'INTESA
PROTOCOLLO D’INTESA

Avente per oggetto la promozione e la gestione del processo di Sviluppo Integrato e sostenibile del Golfo di Patti

PREMESSO

• che la legge 662/96 tende a creare un diffuso sistema di programmazione negoziata per l’attuazione di interventi diversi e che vedano la partecipazione istituzionale e finanziaria pubblica e privata;
• che attraverso la stipula di un Accordo di programma quadro si definisce l’accordo con cui gli Enti locali ed altri soggetti pubblici e privati, insieme alla Regione, definiscono un programma di interventi di interesse comune e/o funzionalmente collegati;
• che con il D.D.G. n. 30 del 15 aprile 2002, è stato approvato il progetto POSEIDON Promozione Patti – Cod. 1999.IT.16.1PO.011/4.17a/8.3.7/0007;
• che detto progetto si propone, tra l’altro, l’attivazione di un Gruppo di Lavoro Permanente per lo Sviluppo integrato e sostenibile del Golfo di Patti;
• che la delibera CIPE del 21 marzo 1997 attribuisce agli istituti negoziali la finalità di favorire l’occupazione e la competitività dei territori attraverso uno sviluppo integrato ed ecosostenibile;
• che la delibera CIPE del 14 maggio 1999 “Orientamenti per la programmazione degli investimenti nel periodo 2000-2006 per lo sviluppo del Mezzogiorno” indirizza la valorizzazione delle risorse immobili (terra, mare, tradizioni, patrimonio culturale e naturale, risorse legate alla posizione geografica, al capitale umano fortemente localizzato) verso una politica di attivazione delle risorse mobili, aumentandone le condizioni di convenienza;
• che la delibera CIPE del 22 dicembre 1999 “Programmazione dei Fondi Strutturali 2000-2006” assicura, tra l’altro, l’attivazione del partenariato istituzionale, economico e sociale in tutte le fasi del processo di programmazione, al fine di sollecitare la partecipazione dei privati al finanziamento ed alla gestione dei progetti di intervento;
• che l’attivazione dei processi di crescita locale richiede la combinazione degli incentivi con gli strumenti della programmazione negoziata;
• che l’accelerazione del processo di sviluppo territoriale deve essere perseguito attraverso una più stretta cooperazione tra le Autonomie locali, le rappresentanze degli interessi economici e sociali e le forze tecniche, scientifiche e culturali del territorio;

CONSIDERATO

1. che la presente iniziativa parte dalla consapevolezza che lo “sviluppo” per essere veramente tale deve accrescere le capacità locali di governo economico, finanziario, tecnico, scientifico e culturale, nonché il rapporto del territorio con il mercato e con le tecnologie in continua evoluzione;
2. che l’attiva partecipazione degli attori locali e dei cittadini alla conoscenza, alla programmazione, alla progettazione ed alla valorizzazione delle potenzialità locali è condizione imprescindibile dello sviluppo;
3. che i partecipanti sono altresì consapevoli che tale sviluppo, pur fondato su risorse, forze e interessi endogeni, deve interagire con le più avanzate esperienze presenti sul piano nazionale, europeo e mediterraneo;
4. che condizione necessarie è realizzare nel Golfo di Patti e in ciascun Comune coinvolto nell’iniziativa processi organici allo sviluppo che coordinino intelligenze collettive finalizzate a creare efficaci occasioni di scambio, esperienza, informazione, formazione e comuni iniziative con varie zone della Sicilia e del Mezzogiorno, altrochè con i Paesi europei e mediterranei;
5. che è nell’interesse collettivo che il Consorzio di Ripopolamento Ittico “Golfo di Patti”, gli Enti Locali ad esso associati, il C.R.E.S.M. e gli altri soggetti partecipanti mobilitino in modo coordinato risorse locali, regionali, statali e comunitarie per lo sviluppo integrato del loro territorio;
6. che le risorse qualitativamente e quantitativamente più importanti fanno capo ai programmi di Agenda 2000 (P.O.R., P.O.N., P.I.T., Azioni Innovative);
7. che il P.O.R. Sicilia attraverso i P.I.T. (Progetti Integrati Territoriali) ha destinato un importante volume di risorse allo sviluppo locale da gestirsi tramite appositi partenariati;
8. che, a livello nazionale, le risorse del XI Piano Triennale per la Pesca e l’acquacultura consentono di attivare iniziative finalizzate allo sviluppo del settore pesca, con particolare riguardo alle iniziative ecosostenibili, di ricerca scientifica e tecnologica e che garantiscano l’integrazione con altri settori dello sviluppo (artigianato, turismo, commercio, agroalimentare, etc.);
9. che a livello regionale sono altresì attivabili, per le stesse finalità, le risorse messe a disposizione dall L.R. 32/2000;
10. che i P.O.N. (Programmi Operativi Nazionali) “Pesca” e “Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico e Alta formazione” dotati di consistenti risorse economiche, sono anche orientati all’attivazione di partenariati per lo sviluppo locale;
11. che le “Azioni Innovative” dei Fondi Strutturali 2000-2006 consentono l’attuazione di progetti pilota e di sperimentazione sui diversi fronti di attività (sociale, economica, scientifica, culturale);
12. che molti altri programmi europei per ambiente, ricerca, formazione, cooperazione internazionale etc., possono costituire sponde permanenti per la creazione di nuova occupazione e nuove relazioni con l’Europa e col mondo;
13. che, al fine di creare il massimo di sinergie e raccordi tra i vari settori e i vari progetti,si rende necessaria l’elaborazione e soprattutto una coerente realizzazione di un programma operativo basato sulle maggiori risorse, vocazioni e potenzialità dell’intero territorio;
14. che per la elaborazione, l’animazione e la gestione operativa, amministrativa, burocratica e finanziaria dell’intero programma e dei singoli progetti applicati ai vari strumenti comunitari, regionali e nazionali di cui ai precedenti considerata 7,8,9,10,11 e 12, occorre l’opera di organismi con particolare esperienza dello sviluppo locale e del rapporto con i programmi comunitari;

STIPULANO IL SEGUENTE PROTOCOLLO D'INTESA

Art. 1
Recepimento delle premesse e dei considerata
Le premesse ed i considerata formano parte integrante del presente accordo;

Art. 2
Rapporto con i programmi di Agenda 2000
Nel quadro dei Regolamenti Comunitari
— (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, recante “disposizioni generali sui Fondi Strutturali” GUCE L161 del 26/06/1999
— (CE) n. 1263/1999 del Consiglio, relativo allo SFOP (Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca) GUCE 2161 del 29/06/1999
E con riferimento
— Ai programmi che da detti regolamenti discendono come il POR Sicilia e i PON (di cui ai considerata)
— Alle “Azioni Innovative” di cui all’Art. 22 del citato Regolamento Generale (CE) 1260/1999
— Al XI Piano Triennale per la Pesca e l’Acquacultura 2000-2002 (G.U.R.I. n. 172 del 25 luglio 2000)
— Alla L.R. del 23 dicembre 2000, n. 32
— Al Programma EUROMEDgli organismi partecipanti al presente protocollo d’accordo si impegnano a costituire e rendere operativo il gruppo di Lavoro Permanente per lo Sviluppo integrato e sostenibile del Golfo di Patti;

Art. 3
Obiettivi
Gli organismi partecipanti, tramite il costituendo Gruppo di Lavoro Permanente, al fine di promuovere e realizzare lo sviluppo integrato del loro territorio si propongono di:
• Effettuare una puntuale e attenta analisi territoriale del Golfo di Patti e stabilire quali siano i punti di forza e di debolezza del comprensorio, le minacce e le opportunità per avviarne un processo di Sviluppo Integrato e Sostenibile;
• Valorizzare e integrare al massimo le risorse endogene (pesca e maricoltura, agro-silvozootecnia, turismo e ittiturismo, artigianato, patrimonio ambientale e culturale locale), soprattutto attraverso l’attivazione dell’iniziativa e della progettualità dei soggetti, locali;
• Salvaguardare, monitorare e sviluppare le risorse acquatiche del golfo di Patti al fine di implementare l’operatività e la competitività degli operatori della pesca costie4ra locale e ravvicinata;
• Sviluppare la ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca ed alla maricoltura, al fine di incrementare la produzione, la commercializzazione e la valorizzazione dei prodotti ittici;
• Tutelare e rendere fruibile il patrimonio ambientale e marino del Golfo di Patti, al fine di creare un flusso turistico sostenibile e duraturo;
• Promuovere all’interno della zona il massimo dell’incontro e coesione tra i vari attori locali (economici, sociali, istituzionali, culturali, tecnici, scientifici, etc.), per la concertazione degli obiettivi strategici da perseguire per lo sviluppo del Golfo;
• Sviluppare, consolidare e/o creare ex novo reddito e posti di lavoro nel settore della piccola pesca e del suo indotto;
• Curare che la spesa pubblica destinata alla zona per le finalità previste da questo accordo abbia positivi effetti permanenti sulla vitalità dell’economia locale, attraverso l’accrescimento delle capacità imprenditoriali, progettuali, tecniche, professionali, commerciali e finanziarie dei soggetti aziendali e dei soggetti istituzionali;
• Programmare e promuovere incontro, cooperazione e scambi economici e culturali tra gli attori del comprensorio e soggetti analoghi di altre aree siciliane, italiane, europee e mediterranee;
• Fare della scuola di ogni ordine e grado un partner permanente dello sviluppo locale;
• Mobilitare i saperi ed i saper fare locali per ridare vitalità a tradizioni culturali, religiose, musicali, nonché a mostre e fiere, prodotti tipici, danze, letteratura, arte, etc.;
• Predisporre le Linee Guida del Piano di Sviluppo Locale Integrato e Sostenibile del Golfo di Patti.

Art. 4
Azioni di sviluppo
Gli obiettivi di cui al precedente art. 3 saranno perseguiti:
1. Promuovendo, stimolando, sostenendo e accompagnando nuovi investimenti aziendali nel settore della piccola pesca e, ove necessario e opportuno, sostenendo la nascita di nuovi soggetti aziendali e la massima cooperazione e coesione tra le aziende;
2. Mobilitando, in collaborazione con Università e centri specializzati, giovani laureati e laureandi della zona su programmi, progetti e attività di ricerca applicati all’intera gamma di risorse naturali, economiche, socio-culturali, produttive, nonché ai problemi ecologici, sociali, tecnologici, etc.;
3. Orientando e stimolando l’intera collettività locale al rapporto con il proprio territorio inteso come bacino di risorse su cui sviluppare progettualità e produzione di ricchezza;
4. Stimolando, organizzando e sostenendo non solo la capacità dell’area in questione di realizzare prodotti finiti carichi di identità territoriale, ma anche quella di essere attivamente ed efficacemente presente sul mercato;
5. Promuovendo, organizzando e sostenendo partenariati zonali, regionali e transnazionali tra istituzioni, aziende, soggetti di ricerca, associazioni di categoria, etc.;
6. Dando ruolo strategico alla valorizzazione turistica del patrimonio storico-culturale e naturalistico, cui raccordare:
a) La crescita dell’artigianato tipico e artistico e, con gli opportuni aggiornamenti funzionali ed estetici, dell’oggettistica legata alle tradizionali attività di pesca, artigianali, casalinghe, etc.;
b) Lo sviluppo e la commercializzazione dei prodotti ittici e agroalimentari tipici, biologici, di qualità, ispirati alla tradizione e/o innovativi; attivando le diverse procedure per la tutela d’origine e la certificazione di un marchio riconosciuto nel Golfo di Patti;
c) Il rilancio e la qualificazione della cucina tradizionale;
d) Lo sviluppo e la riqualificazione dell’iniziativa culturale (teatro, musica, esposizioni, manifestazioni scientifiche, etc….);
7. Salvaguardando e valorizzando economicamente il patrimonio naturale e marino;
8. Attenzionando e stimolando la progettualità e sostenendo vocazioni, interessi, sensibilità singole ed associate dell’intero territorio.

Art. 5
Modalità operative
Il ruolo di segreteria sarà svolto dal Centro di Orientamento per le Attività di Pesca e Maricoltura di Patti che metterà a disposizione le proprie strutture per quanto necessario al raggiungimento degli obiettivi sopra elencati.
Gli incontri verranno organizzati su Ordini del Giorno dettagliati, preferibilmente monotematici, al fine di favorire la prima diffusione delle informazioni.
Il “Gruppo di Lavoro Permanente” stabilirà modalità di incontro, cadenza, durata. Si ritiene opportuno prevedere momenti assembleari di incontro in cui tutti i soggetti vengono invitati per individuare le linee guida e le direttive di intervento per poi procedere, più operativamente, alla costituzione di gruppi tecnici di lavoro, anche tematici, in cui saranno rappresentati i soggetti interessati e le cui attività saranno successivamente relazionate e seguite dal Tavolo di gruppo di lavoro permanente. A tal fine si propone di attivare Gruppi di Lavoro Tematici le cui riunioni potranno svolgersi in aree decentrate, quali i comuni del Golfo.

Art. 6
Trasparenza e informazione
Il Gruppo di Lavoro Permanente curerà con particolare attenzione la trasparenza delle attività con iniziative di diffusione, informazione e comunicazione via Internet, con prodotti multimediali, con iniziative editoriali cartacee, nonché tramite i media classici (stampa radio e TV).

Art. 7
Concertazione continua
L’allocazione territoriale dei progetti e delle azioni programmate sarà oggetto di concertazione e approvazione preventiva da parte di tutti gli attori partecipanti al Protocollo d’Accordo.

Letto, approvato e sottoscritto l’11 novembre 2004, presso la sede del Centro di Orientamento per le attività di pesca e maricoltura di Patti
- dai Comuni di: Barcellona Pozzo di Gotto, Furnari, Gioiosa Marea, Milazzo, Oliveri, Patti, Terme Vigliatore;
- dalla Provincia Regionale di Messina
- dal Consorzio di Ripopolamento ittico Golfo di Patti
- da CGIL pesca, CISL pesca e Federpesca
- dal Dipartimento di Biologia Animale ed ecologia marina dell’Università di Messina
- dal CRESM Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione.

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LINEA GUIDA
LINEE GUIDA

PER LO SVILUPPO LOCALE INTEGRATO
E SOSTENIBILE DEL GOLFO DI PATTI

Premessa

Le presenti linee guida costituiscono frutto e contesto del protocollo d'intesa sottoscritto da soggetti privati e pubblici del golfo. Esse, inoltre, sono sponde metodologiche e programmatiche per dare concreta attuazione al medesimo protocollo d'intesa, illuminando, tra l'altro, i modi di intendere e realizzare monitoraggio e gestione integrata e sostenibile del golfo. Si puntualizza, infatti, cosa intendere e come praticare lo sviluppo locale, lo sviluppo integrato, lo sviluppo sostenibile, il comprensorio e il suo GAL (Gruppo di Azione Locale) e le modalità di finanziamento dello sviluppo locale perché possa divenire sistema permanente di sviluppo e non solamente progetto una tantum legato a occasionali bandi pubblici.
La presente guida, pertanto, va letta, contestualmente, al protocollo d'intesa.


Cos'è "Sviluppo locale"

Conoscenza diffusa e condivisa del proprio territorio vissuto come bacino di risorse e di potenzialità naturali (mare compreso spesso ignorato nei programmi pubblici) storico-culturali, economiche, scientifiche e tecnologiche, etc.. La conoscenza e la padronanza del proprio territorio è la prima condizione per diventare autentici ed efficaci attori economici, scientifici, tecnici, artistici, culturali, sociali, politici, istituzionali, pedagogici, etc.
Attivazione e responsabilizzazione degli attori locali pubblici e privati, che diano vita a partenariati permanenti per il governo del proprio territorio.
Progettualità diffusa dei singoli cittadini e dei gruppi, attraverso cui attivare il massimo di talenti, vocazioni e competenze, mobilitare risorse economiche e finanziarie e creare nuova occupazione e nuova ricchezza.
Accumulazione di know-how per lo Sviluppo da condividere con gli attori e con le collettività locali.
Recupero, rigenerazione e promozione delle identità e delle specificità storicoculturali, naturalistiche, produttive, tecniche e tecnologiche locali.
Partecipazione di tutti gli abitanti del territorio, nessuno escluso, alla produzione di ricchezza materiale o immateriale.

Cos'è "Sviluppo integrato"

Incontro, cooperazione, sinergia e coesione tra soggetti istituzionali, aziendali, tecnici, scientifici, culturali e pedagogici al fine di conseguire la massima qualità ed efficienza di:
— un comparto di attività (ad es. ciancialo, rete da posta, palamito, maricoltura, olivicoltura o vitivinicoltura, etc.)
— un settore di attività (ad es. peschereccio, agricolo, artigianale turstico)
— tutti o parti dei settori di attività (ad es. pesca + agricoltura + agroalimentare + artigianato + turismo + patrimonio ambientale + patrimonio culturale, etc.).
Incontro, sinergie e coesione tra soggetti impegnati in attività di interesse pubblico (infrastrutture, servizi socio-sanitari, trasporti etc.).
Integrazione tra le varie azioni di Sviluppo (es. ricerca, animazione, formazione, progettazione, gestione, valutazione) relative a:
— ogni progetto
— ogni programma
— ogni comparto
— ogni settore
— ogni comprensorio.
Ogni Piano di Azione Locale dovrà sistematicamente prevedere in modo integrato:
— ricerca scientifica e tecnologica, innovazione e sperimentazione applicata alle risorse e alle potenzialità del territorio, impegnando lareandi e giovani laureati sostenuti dai dipartimenti universitari e da altri centri di ricerca competenti;
— animazione socio-economica e culturale mirata alla massima partecipazione attiva della popolazione a tutte le fasi del processo di Sviluppo, che aiuti gli abitanti del territorio a:
— padroneggiare il proprio territorio inteso come bacino di risorse da salvaguardare, potenziare, valorizzare
— esprimere la massima progettualità
— creare nuove imprese
— dotarsi di progetti di investimento
— formazione continua, strutturata e basata sulla domanda del territorio di nuove competenze tecniche, scientifiche e professionali, sullo scambio di esperienze in ogni settore e sull'ampliamento delle competenze informatiche e delle conoscenze linguistiche;
— informazione e comunicazione all'interno del territorio, verso altri territori provinciali, regionali, nazionali, europei e di Paesi terzi;
— costituzione di partenariati istituzionali, scientifici, culturali, tecnici, produttivi, commerciali, etc. all'interno del comprensorio e con altri comprensori della provincia, della regione, del paese, dell'Europa e di Paesi terzi;
— investimenti mirati:
— alla valorizzazione ambientale e storico-culturale del territorio;
— ai servizi e alle infrastrutture funzionali alla vita economica, sociale, culturale, di ricerca, di animazione, di formazione, informazione e commercializzazione;
— al turismo di qualità;
— all'artigianato e all'industria impegnati a creare valore aggiunto attraverso prodotti finiti e il più possibile tipici e/o innovativi;
— alla valorizzazione delle produzioni agricole e dell'ambiente naturale;
— all'efficacia dei partenariati.

Cos'è "Sviluppo sostenibile"

La sostenibilità è qualità del territorio, delle persone che lo abitano, delle loro attività, delle loro relazioni, dei loro prodotti.
Pertanto proponiamo 4 tipi di sostenibilità:
— sostenibilità ambientale,
— sostenibilità sociale,
— sostenibilità etico-politica,
— sostenibilità economica.

Sostenibilità ambientale

La sostenibilità ambientale, comporta:
a. processi produttivi (pescherecci industriali, artigianali e agricoli) puliti e infrastrutture e servizi che non inquinino terra, aria, acque terrestri e marine, non danneggino la salute e l'incolumità di chi lavora, diano vita a prodotti, a infrastrutture e a servizi salutiferi.
A questo scopo sono necessarie informazione, orientamento, formazione, animazione, ricerca sui vari fronti delle attività produttive, dei servizi, della pubblica amministrazione, del sistema scolastico, del personale politico;
b. rifiuti solidi urbani, rifiuti agricoli, industriali, ospedalieri sistematicamente raccolti, opportunamente separati e riciclati. Essi, quindi, vanno considerati opportunità per nuova ricerca, nuova progettualità, nuove competenze, nuovi prodotti utili, nuova qualità del territorio e dei suoi abitanti;
c. energia pulita e rinnovabile (solare, eolica, geotermica, idrica) prodotta in ogni territorio. I protagonisti possono essere aziende di pesca, agricole, artigiane, industriali, scuole, uffici pubblici, amministrazioni locali, famiglie. Anche l'energia pulita può essere opportunità per nuova ricerca, nuove competenze, nuove aziende, nuova occupazione, oltre che nuova qualità del territorio;
d. riqualificazione e cura del patrimonio edilizio e dell'arredo urbano, che concorrano all'identità e alla qualità del territorio e dei suoi abitanti;
e. recupero, riqualificazione e ridestinazione d'uso di tutto il patrimonio di edilizia rurale;
f. conoscenza, difesa, incremento, ripristino e valorizzazione del patrimonio naturale (geologico, vegetale, faunistico);
g. adeguamento di infrastrutture, trasporti e altri servizi pubblici affinché non producano inquinamenti chimici, acustici, elettromagnetici;
h. adozione, da parte dell'intero sistema educativo, del territorio come fondamentale risorsa didattico-pedagogica cui applicare l'intera gamma delle discipline scolastiche.

Sostenibilità sociale

La sostenibilità sociale comporta che ogni comprensorio si faccia carico di:
a. perseguire sistematicamente la piena occupazione;
b. curare che i disabili di ogni tipo possano liberamente partecipare ad attività lavorative, sociali, culturali e politiche attraverso l'abbattimento di tutte le barriere fisiche e l'accesso ad adeguate e risolutive tecnologie;
c. facilitare l'inserimento lavorativo, sociale, scolastico, culturale e politico degli immigrati;
d. combattere la recidività della devianza legale sostenendo la rigenerazione personale, culturale, lavorativa del durato legale e il suo reinserimento nella società al termine della pena;
e. promuovere il ruolo dell'anziano come portatore di conoscenze e di saper fare in favore dei bambini e dei giovani;
f. prevenire e curare le tossicodipendenze dei giovani attraverso la promozione di attività di ricerca, artistiche, culturali, musicali, teatrali, poetiche, artigianali e ludiche che li vedano attivi protagonisti;
g. promuovere ed accrescere la presenza e il ruolo delle donne sui vari fronti della vita economica, sociale, istituzionale, politica, scientifica, etc.;
h. curare che i bambini, nessuno escluso, a partire dall'asilo nido, possano avere una interlocuzione didattico-pedagogica di alto profilo;
i. curare che vi sia la massima sinergia e cooperazione tra i soggetti pubblici (Comuni, Provincia, Asl, Distretti socio-sanitari, ospedali, etc.) e privati (volontariato, associazioni senza scopo di lucro, Terzo settore).

Sostenibilità etico-politica

Ai fini della sostenibilità etico-politica il comprensorio:
— si darà un programma e un percorso consensualizzato per liberare il territorio dall'abusivismo edilizio, coinvolgendo il più possibile i titolari delle costruzioni abusive;
— elaborerà e perseguirà progetti per l'emersione dell'economia sommersa e del lavoro illegale, interagendo con i forestali, i "braccianti agricoli" e i LSU che costituiscono tanta parte dell'economia sommersa
e del lavoro nero;
— curerà anche momenti aggregati del mondo aziendale e commerciale, non solo per realizzare in vario modo sinergie economiche, tecniche e commerciali, ma anche in funzione antiracket;
— premierà e sosterrà i politici che ricerchino soluzioni efficaci ai problemi del territorio e della collettività locale e penalizzerà i politici indaffarati che operano per i propri interessi personali, di parte e di potere;
— promuoverà un dibattito permanente sulla qualità etico-politica del territorio. Una buona qualità etico-politica del territorio è valore aggiunto per ognuno dei suoi prodotti e dei suoi servizi e libera una grande quantità di risorse umane in direzione di azioni di Sviluppo, ricerca, sperimentazione, progettazione, impresa, cooperazione, coesione economica e sociale.

Sostenibilità economica


Un territorio per essere sostenibile economicamente deve riuscire:
a. a destinare i propri risparmi a investimenti produttivi di beni e servizi utili, trasparenti e controllati dagli investitori (oggi la quasi totalità dei risparmi va a sostenere economie forti e, spesso, iniziative finanziarie torbide e truffaldine);
b. a inserire nei bilanci comunali e provinciali una voce di spesa sistematicamente destinata alle azioni di promozione e governo dello Sviluppo locale;
c. ad avere come obiettivo la non dipendenza da rimesse pubbliche provenienti dalle istituzioni nazionali ed europee per i propri investimenti;
d. a catalizzare, con la propria creatività, progettualità, qualità territoriale, qualità imprenditiva, sempre più apporti finanziari privati interni ed esterni al territorio;
e. a cooperare allo sviluppo di altri territori, mediterranei e non, con proprie risorse finanziarie ed umane, utilizzando al meglio, a questo scopo, anche le risorse nazionali e comunitarie.
Tutte e quattro le sostenibilità possono sembrare un sogno, ma se vogliamo davvero crescere dobbiamo lavorare in tanti al grande sogno collettivo di fare dei nostri territori altrettanti centri intelligenti e valori aggiunti alla ricchezza e alla qualità del pianeta.

Il Comprensorio e il suo GAL

(Gruppo di Azione Locale)
Il territorio esprimerà un partenariato di Sviluppo locale che darà vita ad un GAL giuridicamente definito con atto notarile cui partecipino i rappresentanti di:
— Comuni ricadenti nel comprensorio (a questo proposito, oltre ai 5 comuni con attività di pesca, occorrerebbe includere anche un congruo gruppo di comuni dell’entroterra, che fruiscono del mare e del pesce del golfo, e da cui dipende anche la salute del mare e del patrimonio ittico)
— Associazioni comprensoriali di pescatori, agricoltori, artigiani, industriali, commercianti, professionisti dei vari Ordini professionali
— Sindacati comprensoriali dei lavoratori
— Centri di ricerca e sviluppo e Università
— Sistema educativo e formativo associato su scala comprensoriale
— Sistema associativo delle ONG (Organizzazioni non governative) associate su scala comprensoriale
— Associazioni ambientaliste
— Sistema socio-sanitario presente nel comprensorio.
Il GAL:
— Definisce obiettivi, strategie e metodi condivisi di sviluppo del proprio territorio (v. protocollo d'intesa sottoscritto) puntando a creare incontro tra tutti i soggetti e gli strumenti di sviluppo locali presenti nel territorio
— Elabora un progetto di sviluppo integrato e sostenibile del Comprensorio che verificherà e aggiornerà almeno annualmente
— Governa il processo di Sviluppo integrato e sostenibile
— Gestisce in modo responsabile e trasparente la spesa pubblica e privata destinata alle azioni di Sviluppo
— Cura la partecipazione attiva di tutti i cittadini a tutte le tappe dello Sviluppo locale:
a. diagnosi territoriale (la diagnosi sarà veramente feconda di ricadute programmatiche e progettuali se partecipata dall'intelligenza e dalla conoscenza delle collettività e dei saperi locali);
b. programmazione (un buon programma di sviluppo locale deve essere carico della sensibilità, creatività progettualità del massimo numero degli abitanti (comprese le fasce più svantaggiate ed emarginate, disoccupati, immigrati, tossicodipendenti, etc.);
c. realizzazione del programma (se il programma di Sviluppo sarà
creatura della collettività locale e non solo opera di un piccolo gruppo di tecnici, i cittadini parteciperanno attivamente alla sua realizzazione);
d. valutazione dei risultati (la partecipazione collettiva alla valutazione dei risultati è essenziale per la crescita delle collettività locali.È vitale che tutti concorrano a identificare i punti di forza e di debolezza del processo di Sviluppo.
Il GAL realizzerà efficacemente la sua missione di Agenzia di Sviluppo dotandosi di un nucleo di forze esperte dedite al lavoro tecnico e organizzativo quotidiano.
A questo staff, competente e qualificato, parteciperanno gli agenti di Sviluppo locale dediti costantemente all'animazione socio-conomica e culturale del territorio e a dibattere, costruire e sperimentare, insieme con gli altri attori locali e alle varie fasce di popolazione, metodi e strumenti di democrazia partecipativa e di cooperazione e coesione economica, sociale e culturale.

Stabilità e continuità del processo di Sviluppo locale:

Il territorio comprensoriale, il GAL, la sua struttura operativa non si compongono e si disfano in funzione di questo o quello strumento della programmazione negoziata, ma permangono coesi e funzionali alla messa in sinergia delle potenzialità, del territorio, dei vari strumenti e programmi istituzionali e privati applicabili al processo di Sviluppo.
I saperi e i saper fare della struttura del GAL e la rete di competenze e di relazioni funzionali ad essa collegati costituiscono volano di sviluppo preziosissimo non solo per il comprensorio, ma anche per il livello provinciale, regionale, etc, pertanto vanno gelosamente preservati e accresciuti.
Grazie alla stabilità della sua struttura e alla continuità della sua attività il comprensorio diviene un valore aggiunto alla ricchezza e alla qualità della Provincia e della Regione. Esso, pertanto, partecipa attivamente ed efficacemente, su diversi fronti e con diverse azioni, alla cooperazione:
— con altri comprensori della sua provincia
— con comprensori e iniziative di altre province
— con comprensori e iniziative di altre regioni
— con comprensori e iniziative di altri Paesi europei e mediterranei
— con comprensori e iniziative extraeuropei ed extramediterranei.
Il finanziamento dello Sviluppo locale:
Al sostegno finanziario del Gal concorrono i cittadini tramite:
— i Comuni, che destineranno ad es. 2-3 euro per abitante ogni anno con apposita voce di bilancio;
— la Provincia, che potrebbe destinare la stessa somma per abitante nel proprio bilancio annuale;
— la Regione, che potrebbe destinare il doppio del contributo della Provincia per abitante sempre con apposita voce di bilancio.
A questi contributi potranno aggiungersi risorse provenienti dai Programmi regionali, nazionali e comunitari destinati allo Sviluppo.

 
CONSORZIO DI RIPOPOLAMENTO ITTICO DEL GOLFO DI PATTI (ENTE DI DIRITTO PUBBLICO)
Sede: Via XX Settembre, 61 - 98066 Patti (ME) - Tel./Fax 0941.240380 - Email: info@consitticopatti.it